BRUCIA ANCORA  LA PINETA DI CASTELFUSANO. L’OIKOS : “ANCORA  IN RITARDO L’AZIONE PREVENTIVA“.

INCENDI BOSCHIVI:

BRUCIA ANCORA LA PINETA DI CASTELFUSANO.

L’OIKOS : “ANCORA IN RITARDO L’AZIONE PREVENTIVA“.

 

L’attivazione di un sistema antincendio  di video sorveglianza h 24 e l’istallazione di due telecamere, annunciato dal Campidoglio nei giorni scorsi, non sono servite a di certo  scoraggiare i malintenzionati, che hanno nuovamente dato alle fiamme la pineta di Castelfusano, importantissimo polmone verde della Capitale. I focolai sono divampati venerdì scorso intorno alle 13 all’altezza della pista ciclabile di Castel Porziano e hanno attivato due diversi roghi.
Solo un tempestivo intervento delle squadre antincendio della protezione civile e dei vigili del fuoco, nonché il supporto aereo di un elicottero ha evitato il peggio.

Torna alla mente dei cittadini romani la catastrofe ecologica del 4 luglio 2000, che divorò 400 ettari dell’importante polmone verde della Capitale e le più  recenti azioni dolose accertate lo scorso anno che provocarono un ulteriore disastro ambientale con un danno a oltre 300 ettari di pineta e macchia mediterranea.

L’associazione OIKOS, che da anni si batte sul fronte della prevenzione degli incendi boschivi e che già maggio aveva lanciata la campagna “arriviamo prima”, ricorda come a Roma sia ancora scarsamente applicata l’ordinanza capitolina per le prevenzione degli incendi emanata dalla sindaca Raggi il 22 maggio scorso.

A tale disposizione il Campidoglio affida il compito di informare i suoi cittadini sui comportamenti da seguire per scongiurare il rischio degli incendi. Ma pochi conoscono i punti salienti

– IL DIVIETO di tutte le azioni che possano arrecare pericolo mediato o immediato di incendi come depositare o incendiare immondizie, abbruciare stoppie e altri residui di lavorazione, accendere fuochi per qualsivoglia finalità – barbacues, fuochi di artificio e di sagre paesane, fuochi di bivacco e di campeggi temporanei etc.) nelle zone boscate, in tutti i terreni condotti a coltura agraria, pascolivi o incolti (sono circa 80.000 gli ettari del patrimonio silvo-pastorale di Roma) .

– L’OBBLIGO per tutti i proprietari o i responsabili a qualsiasi titolo di un fondo ( privati cittadini, enti pubblici e privati ) di perimetrare con solchi di aratro (di almeno cinque metri) i terreni incolti, i terreni coltivati a cereali, i terreni confinati con boschi, di interrare le stoppie di terreni coltivati a cereali dopo il raccolto non oltre il 20 luglio, di ripulitura (con profondità di almeno cinque metri) della vegetazione erbacea o arbustiva di  aree boscate confinanti con strade ed altre vie di transito e delle scarpate stradali, autostradali e ferroviarie .

“Non bisogna dimenticare – afferma al riguardo il segretario dell’OIKOS Alfonso D’Ippolito “ che una rete capillare di prevenzione diffusa nel territorio oltre a ridurre del 70% il rischio degli incendi scoraggia anche le azioni dolose e criminali“.

“L’impegno di ridurre il rischio degli incendi boschivi, mediante operazioni di ripulitura coordinate e mirate, deve essere coniugato con una accurata metodologia finalizzata alla sicurezza di tutto il territorio comunale, che deve veder coinvolte tutti coloro che hanno a cuore la qualità della vita nella città” – affermano i volontari dell’OIKOS.

L’associazione, nei prossimi giorni, prenderà contatti con i gruppi territoriali della Polizia Municipale, con in Municipi e con le altre organizzazioni di volontariato che operano nel territorio comunale per conoscere le azioni che sono state messe in atto per rendere esecutiva l’ordinanza sindacale di prevenzione degli incendi boschivi.

L’obiettivo è quello di predisporre, soprattutto per il futuro, un piano di operazioni programmate di pulizia e di manutenzione silvoculturale (sono 60.000 gli ettari del territorio agro silvo pastorale del Comune di Roma, che è il comune agricolo più grande di Europa) che si trasformi in progetto permanente e specifico di tutela del patrimonio naturale e forestale dal rischio degli incendi.

    

Roma, 17.07.2018
Alfonso D’Ippolito